MANDALA A NEW TRIP

Di màndala ne senti parlare molto tempo fa, fu un'insegnante di un corso serale a parlarmene. 
Io poco dopo li propinai agli ignari bambini della mia sezione. Ne feci colorare tantissimi e li appesi alle finestre, un risultato magnifico. Ricordo ancora che lo sguardo spesso andava lì, alle finestre, come se fossi attratta magicamente da quei cerchi colorati.
L'esperienza si concluse subito ed è rimasta lì, depositata in un cassettino della memoria fino a oggi. 
Quasi 16 anni dopo, mi ritrovo a disegnare màndala "come se non ci fosse un domani". Probabilmente a riattivare quel ricordo sono stati i due tatuaggi di una collega, due màndala perlappunto. Belli, invitanti, non gli staccheresti mai gli occhi da adosso, ma onde evitare ambiguità è meglio non guardare troppo :-D.
Qualche sera fa mi chiedevo cosa potevo fare per impiegare il mio tempo libero sentendomi bene. Ho gli armadi pieni di "cianfrusaglie" artistiche, ma niente mi invogliava. L'unico richiamo era un bloc notes e una matita. Insomma vecchi amici. Ho iniziato scarbaocchiando, ma niente mi dava soddisfazione, sembravano veramente degli scarabocchi di un duenne. Delusione. Poi navigando nel vasto mare chiamato "internet", mi sono soffermata sui màndala, sul loro significato e sulla "moda" del momento che è la coloritura dei màndala come "relax". A me colorare non piace molto, allora mi sono detta, beh colorarli no ma disegnare sì, quindi ho "studiato" un pochino la faccenda e ho iniziato a disegnare màndala.
Ecco qui i primi tentativi. Alcuni li ho fatti bianchi, altri ho spruzzato come base dell'acquarello.


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